Pianificazione strategica della filiera bufalina

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bufaleGli obbiettivi del presente progetto si muovono in sintonia con quanto finora descritto perseguendo una strada che favorisce il recupero dei prodotti derivanti dall’allevamento della bufala. In particolare il progetto, da svolgersi in tre anni di attività, si articola in cinque principali obiettivi e precisamente: A) miglioramento delle performances riproduttive della specie al fine di potenziare il progresso genetico e favorire l’eradicazione della brucellosi in alcuni comprensori della regione Campania; B) salvaguardia del territorio tradizionale dell’allevamento bufalino attraverso una corretta gestione dei reflui zootecnici; C) studio delle tecniche di trasformazione e conservazione delle derrate alimentari derivanti dall’allevamento della specie bufalina; D) studio delle tecniche di allevamento utili a migliorare le caratteristiche qualitative della carne; E) messa a punto di piatti a base di carne bufalina.

Risultati attesi

bufale e mozzarellaGli studi condotti stanno interessando diversi settori della filiera bufalina al fine di migliorare le produzioni e rendere questa tipologia di allevamento più eco-compatibile. La ricerca, pertanto, ha previsto interventi sulle tecniche di allevamento e sul prodotto finale al fine di migliorare la qualità e la shelf life dello stesso. I risultati del progetto saranno resi noti nel corso dei tre anni, secondo il seguente programma. Primo anno: Valutazione degli indicatori di benessere e dell’efficienza riproduttiva della specie bufalina, nonché delle tecniche di trasformazione del latte e della carne e conservazione delle derrate alimentari, che da esse derivano, da destinare al consumo umano. Secondo anno: Applicazione e messa a punto dei correttivi individuati nel primo anno di attività e successiva verifica. Terzo anno: Ottimizzazione delle tecniche di allevamento e di trasformazione.

Ricadute

I risultati della presente ricerca mirano a valutare, migliorare e pianificare l’intera filiera bufalina per renderla più competitiva attraverso il miglioramento delle tecniche di allevamento e della catena di trasformazione del latte e della carne. Si prevede, inoltre, di ottenere delle indicazioni utili a migliorare le performances riproduttive di questa specie in seguito all’applicazione delle biotecnologie riproduttive utili a favorire il miglioramento genetico e l’apertura di nuovi mercati. L’elevato potenziale genetico delle bufale della nostra regione, richiesto da tutto il mondo, potrebbe rappresentare una occasione commerciale di non secondaria importanza. La messa a punto di nuove tecniche di allevamento più rispondenti al benessere della specie e utili a favorire l’accrescimento dei vitelloni da carne, nonché la pianificazione della gestione dei reflui, al fine di assicurare la sostenibilità dell’allevamento bufalino per il territorio, possono rappresentare un ulteriore volano per il miglioramento del reddito aziendale. La caratterizzazione dei microrganismi caseari e l’applicazione di nuove formulazioni per l’imballaggio, la conservazione e la trasformazione della carne bufalina e di prodotti caseari a base di latte di bufala favoriranno la shelf life dei prodotti e la loro commerciabilità aprendo nuove prospettive di mercato utili a migliorare il reddito industriale.